Grazie a Lucia Ravera, autrice di un libro che mi ha emozionata moltissimo: "La storia finisce qui", Mursia 2008. Ha recensito "Una storia ai delfini" qui:
http://www.confronto.it/?option=com_content&task=view&id=1614&Itemid=28
ALLE ORE 16.30
SPAZIO AUTORI A
SALONE DEL LIBRO, TORINO
Edizioni Creativa vi aspetta per la presentazione di sei libri di sue autrici:
- Fiorenza Aste, con "Cocci di bottiglia"
- Sabrina Campolongo, con "Il cerchio imperfetto"
- Sara Cavarero, con "Il profumo del tempo"
- Stefania Lusetti, con "La settima invitata"
- Marinella Saiu, con "Rubare il respiro"
- MariaGiovanna Luini, con "Una storia ai delfini"
Saranno presenti le Autrici: sarà una bella occasione per conoscere alcuni libri di Edizioni Creativa, e per discutere insieme la "scrittura al femminile"
"Una storia ai delfini" ritorna a Livorno! Vi aspetto!
sabato 10 maggio
ore 18.00
LIBRERIA BELFORTE
VIA GRANDE 91
LIVORNO
Grazie con tutti i miei sorrisi a Valentina Filidei, alla casa editrice Tagete, a Maria Grazia Guiso, a Gianluca Ferrara (il mio meraviglioso editore), a Edizioni Creativa
Una nuova avventura del commissario Leonardo Cardona nel verde indimenticabile dell'Irlanda, dalla penna di Patrizio Pacioni.
MALINCONICO LEPRECHAUN
di Patrizio Pacioni, con l'introduzione di MariaGiovanna Luini
Sampognaro e Pupi Edizioni, 2008
10 euro
Di solito non parlo della mia vita. Non direttamente, almeno.
Però.
Ci sono momenti diversi da tutto il resto, momenti nei quali ti rendi conto che forse qualcosa può interessare a qualcuno. E fare una differenza.
Vi racconto una piccola storia, e spero che resti il senso di tutto questo, non i dettagli che sono destinati a sciogliersi nei minuti che cadono come gocce opache su piastrelle colate di caldo.
Tempo fa ho perso un'amica. E' morta di tumore dell'utero, aveva 37 anni. Ho ascoltato i suoi respiri rincorrersi e inciampare, saltare e lisciarsi. Poi finire. L'ho guardata stesa con le mani secche come foglie. E ho deciso di fare un controllo. Il controllo ginecologico annuale.
Il medico è un mio collega, ogni anno mi fa la visita e il pap test. E' simpatico, rassicurante. Ha affrontato la cosa partendo da lontano: "Sai, ci sono cose che terrorizzano e poi non sono niente di grave. La conizzazione, per esempio". (Pausa per spiegare a chi non sa: la conizzazione è un intervento chirurgico che toglie una parte del collo dell'utero). Insomma. Ho capito (quasi) subito. Sguardi, pacatezza, preamboli mi hanno detto che qualcosa non andava. Anche se non avevo mai avuto sintomi, nessun problema. Durante la visita ho chiesto che non fosse fatto solo il PAP test, ma anche un test "quasi" nuovo che si chiama HPV test: stavo lavorando con la Fondazione Veronesi a un quaderno sul Papilloma virus e sapevo che questo esame sembra migliore del PAP test per individuare le lesioni dell'utero a rischio di trasformarsi in tumore maligno.
Insomma.
Il ginecologo mi ha spiegato che aveva visto "qualcosa". E l'HPV test era positivo. Il PAP test invece diceva cose strane che non c'entravano niente.
E ho fatto l'intervento. Non ho avuto dolore perché un anestesista meraviglioso mi ha iniettato un farmaco che, senza addormentarmi, mi ha fatto vivere l'intervento in totale serenità. E l'infermiera di sala operatoria mi ha tenuta allegra con bellissime parole. E una ginecologa giovane e gentile mi ha spiegato tutto ciò che stava per accadere (sono un chirurgo, e pure oncologo, lo so, ma in quei momenti non sai più neanche il tuo nome).
Poi, attesa. E giorni su e giorni giù. E gente che mi è stata vicinissima, e altri che invece sono spariti perché non servivo più. Fino a ieri. Quando l'esame istologico è arrivato.
Si chiama CIN 3. Basta cercarlo su internet e si trovano decine di pagine che lo spiegano. Una precancerosi: sta tutto nel termine, vero?
CIN 3. Ho fissato l'esito e ho pensato a tante cose.
Alla diagnosi, al dubbio e all'attesa. E ho visto i volti di tutte le pazienti che seguo, che si affidano a me per le cure e i controlli. Le ho capite, mai bene come adesso.
Alla salvezza. Negli occhi di un ginecologo attento e in un test che forse non tutte ancora chiediamo quando andiamo a farci visitare. Nella decisione di fare prevezione nonostante faccia paura, metta ansia, aggiunga incertezza alla vita.
Al dolore. Che un medico che capisce bene l'esistenza ha tolto con premura e affetto.
A chi mi ama e chi no. Perché ho avuto presenza, telefonate, email, sms da persone che volevano sapere, che mi davano amore e pazienza, ascolto e sollievo. In qualsiasi condizione, da distanze enormi o vicinissime, con problemi di ogni genere nella vita ma sempre con un istante per me. Ma non vivo nel paese delle fiabe, e ho dovuto rendermi conto che invece qualcuno non c'era. Neanche per un momento.
Alle donne. Che devono sapere. Da me, piccola persona come tante, medico caduto nell'angoscia poi rialzato poi caduto di nuovo. Donna che ora sa (lo sa davvero) cosa si prova. E vuole raccontare. Qualunque cosa avvenga adesso di me, la prevenzione può salvare la vita.
E GRAZIE.
A Mario Sideri, ginecologo.
A Paola Zamperini, ginecologa.
A Daniele Sances, anestesista.
A Chiara Casadio, patologa.
A Eleonora Petra Preti, ginecologa.
A Luca Bocciolone, ginecologo.
Alle infermiere e ausiliarie di sala operatoria, meravigliose.
Alla segreteria della sala operatoria, ai sorrisi rassicuranti.
All'Istituto Europeo di Oncologia.
GRAZIE a Ilaria Oriente e al portale FASTWEB per la recensione (con meravigliosa foto) a "Una storia ai delfini".
La potete leggere qui:
http://www.fastweb.it/portale/magazine/donna/idee_e_cultura/articolo/?id=1739213
Bolle di paura che salgono e non vedo. Non riesco ad afferrarle, sono veloci e spariscono prima che possa stringere le dita. Eppure. Ci sono pensieri che vedo nascere e forse. Potrei fermarli. Ma in questa stanza dalle pareti sporche, con un televisore vecchio che sputa film senza qualità non so distinguere. Gli attimi di niente gonfi di putrescente ricordo, vecchio e cattivo. E la rinascita che attendo. E ci sarà.
Insomma. Forse non mi spiego.
Mi hanno legato le mani al letto, alle sbarre di metallo fredde e lucide. Lucide. Brillano negli occhi se le fissi. Ma basta niente a lucidarle: pensano che sia impressionata da questa pulizia, invece è come rendere bello un lavandino. Due passate energiche e brilla, ma non vuol dire che ti sei data da fare. Vuol dire solo che sai come fare, e conosci i trucchi.
A proposito.
Li conosco tutti, i trucchi. So cuocere la pasta al punto giusto e pulire le pareti se i bambini ci scrivono sopra. So girare i polsini e sistemare le cravatte. Ma non nella vita. Se avessi capito cosa fare non sarei finita qui, nel posto del pensiero attorcigliato sulle dita con gli infermieri che guardano e scuotono la testa. O ridono. O toccano le tette quando ci spostano di peso e neanche dicono "mi scusi".
Vorrei che ci fosse un gatto steso accanto a me, ma qui non è permesso. Non si può fumare non si beve e non si scopa. Anche se qualcuna ci è riuscita, con gli ausiliari o i medici giovani che non si fanno problemi. Una anche con una dottoressa carina e di mezza età, che deve essere sola peggio di noi e si accontenta di tutto. Ormai.
Sono bolle. Di angoscia. Il dottore dice che devo farle uscire, e io ci provo. Ma non è facile perché strozzano la gola, la chiudono e fanno affiorare ricordi. Quelli che non voglio. Perché grattano stridendo le pupille, e fanno sanguinare. Il ricordo di lui e di quei tempi e di come tutto cambiò all'improvviso. Il ricordo di mio figlio morto e della casa che ho perso per una follia.
Il ricordo, insomma. Che non voglio.
Vorrei dormire adesso. Ma se chiudo gli occhi mi vengono vicino, le loro mani mi toccano e guardano sotto la camicia. Non posso. Voglio essere ghiaccio, un pezzo di gelo che nessuno riesce a prendere. Che scivola e fa male e resta lontano da tutto. Nei momenti passati in quella camera con il soppalco e il grande cesto di tulipani sotto.
L'unico amore che abbia meritato di esistere.
Bolle, sono solo bolle. E scoppieranno.
Il mitico e assoluto DAVID FRATI ha recensito "Una storia ai delfini" su Mangialibri...
Ecco qui il LINK!
Grazie David, ora vado a "frullare poderosi manoscritti in mare"...
E la mia amica scrittrice Sandra Mazzinghi ha recensito su "Mani di strega", ecco il link:
http://www.manidistrega.it/tx/consigli_parliamodi.asp?id=550
Grazie a MariaCristina Campanini e a tutte le mie colleghe medico di SNAMI Rosa per questa recensione:
http://www.lasperanza.net/marzo6.htm
E' stata una sorpresa bellissima!
"I racconti delle bacche rosse", Lampi di Stampa 2008 (Narrativa, I Platani).
Lo trovate in libreria e qui:
http://www.internetbookshop.it/code/9788848806343/luini-m-giovanna/racconti-delle-bacche.html
Le illustrazioni (e la copertina) sono di Valsa Luini, che ringrazio con molto affetto.
E presenteremo "I racconti delle bacche rosse" insieme alla scrittrice Lorenza Caravelli
MARTEDI' 8 APRILE ALLE ORE 18
Libreria Equilibri
Via Farneti 11
20129 Milano
tel. 02/29404100
Sandra Mazzinghi è una scrittrice livornese piena di magia. Timida a volte, introversa, e straripante passione. Sognatrice. Bella, davvero bella.
Pubblico qui un suo breve racconto, Luna Paffuta, e ringrazio Sandra per averlo condiviso con noi.
È ancora caldo in questi giorni ventosi d’ottobre, fra poco salirà la luna nello spazio di cielo che vedo dal balcone. E queste sere la luna è bella, rotonda, diciamo paffuta, un po’ come lei.
È un periodo in cui lei cammina con più fatica, non mi permetto neanche di farle i soliti scherzosi agguati. Ogni tanto, mi accarezza con una dolcezza diversa da prima e sembra che rifletta. E pensare che per me, così grossa, è ancora più bella: la sua pancia è cambiata, ma il suo volto è lo stesso di sempre, anzi, adesso risplende.
Il pomeriggio si riposa sul divano, piano piano mi avvicino, mi arrampico con cautela e cerco di andare sulla sua pancia, ma scivolo, non ci sto bene come un po’ di tempo fa, ha qualcosa d’ingombrante sotto i vestiti, cerco le sue carezze, ma lei mi sposta sulle sue gambe e da quaggiù non vedo i suoi occhi.
È successo un pomeriggio, al solito ero appiccicata a lei e si sonnecchiava insieme: quella pancia a forma di arcobaleno ha cominciato a muoversi ogni tanto, e poi sempre più spesso. Sembrava che mi accorgessi in anticipo dei movimenti e puntavo le orecchie voltandomi verso di lei un attimo prima di vedere, sul suo viso contratto, delle smorfie di dolore. Di dolore e di stupore.
Dopo parecchie scosse lei si era alzata per ricomparire dopo qualche giorno con un vero terremoto: un gatto senza peli che dorme con me in una nuova culla che sono certa lei ha preparato per me, per farsi perdonare di questa sua assenza.
Io e lui dormiamo insieme e annuso, annuso avidamente come a volermi riempire di quel profumo di latte e talco che emana questo nuovo amico. E mi sento una gatta felice.
Sandra Mazzinghi
MariaGiovanna Luini
"Una storia ai delfini"
Edizioni Creativa 2007, Collana Declinato al Femminile
presentazione di Umberto Veronesi
100 pagine, 10 euro
E' possibile acquistare il romanzo online sul sito internet delle EDIZIONI CREATIVA (click QUI), e anche su 365 bookmark (qui) e su IBS, e in tutte le librerie (se non immediatamente presente potrà essere ordinato, la distribuzione è garantita su tutto il territorio nazionale).
A Roma il libro si trova anche al Papyrus Cafè, via de' Lucchesi 28 (zona Fontana di Trevi), e alla libreria Liber Mente in via del Pellegrino 94.
A Lucca si trova alla libreria Baroni, via San Paolino 45, a Novellara (RE) alla libreria del caffé letterario Cento Centrale in Galleria Santo Stefano.
A Merate (LC) alla libreria La Torre, via Manzoni 50.
GRAZIE DI CUORE A GIANLUCA FERRARA, L'EDITORE CHE HA FORTEMENTE VOLUTO LA PUBBLICAZIONE DEL ROMANZO E STA SUPPORTANDO IN OGNI MODO LA SUA DIFFUSIONE